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PMI: come sopravvivere alla pandemia

Una cosa è certa e lo abbiamo capito tutti: ai tempi del Coronavirus l’economia nazionale è messa a dura prova. La chiusura forzata e la brusca frenata dei consumi hanno travolto tutte le imprese, soprattutto le piccole e medie imprese che hanno dovuto fare i conti con entrate inesistenti, gravi crisi di liquidità, fornitori e dipendenti da pagare: l’emergenza è iniziata e non si sa quando terminerà. L’incertezza dunque del futuro grava sulle spalle di quegli imprenditori che stanno facendo i conti con l’atavica burocrazia italiana in merito all’erogazione dei “pacchetti sostegno” che il Governo ha varato e non ancora del tutto fruibili.

Le PMI sono generalmente le più esposte in questo momento perché fortemente presenti nei settori dove le crisi ha falcidiato senza pietà. Parliamo, per esempio, dei settori del turismo, dei trasporti, della moda, che si trovano, peraltro, a sostenere costi elevati anche per la prevenzione e la sanificazione   Una domanda allora ce la poniamo tutti: quale sarà il futuro e come prepararsi al post pandemia. Il primo pensiero è rivolto certamente alla effettiva attuazione delle misure governative a sostegno della crisi. Prestiti bancari, sovvenzioni regionali, misure fiscali e tributarie confidiamo possano essere realmente di aiuto: la politica non può fallire o la sciagura che seguirà sarà peggiore del Covid-19 stesso. Ma al di là di questi aspetti, che riteniamo, forse ingenuamente, prima o poi fattibili, vediamo come poter affrontare meglio le sfide che ci attendono.

Digitalizzazione e innovazione. In questo periodo certamente il pedale sull’acceleratore in questo senso è stato messo. Gli strumenti tecnologici hanno permesso la gestione del lavoro da remoto e concesso a molti di utilizzare lo smart-working, ma ormai la digitalizzazione di tutte le imprese è processo inevitabile se si vuol affrontare il futuro seriamente.

Essere preparati. Avere una strategia aziendale sempre pronta a voltare pagina, insomma un piano B in piena regola, avere linee guida precise e strutturate in maniera consapevole: l’investimento per il risk management, una volta considerato sovrastruttura onerosa sostenibile solo da grandi imprese, è oggi alla portata di strutture meno complesse e con meno risorse. Muoversi su diversi canali. Abbiamo assistito all’esplosione della vendita online, delle consegne a domicilio, il mercato oggi è liquido, il consumatore non prende come riferimento un unico brand quindi prepararsi a soddisfare meglio le esigenze del consumatore è essenziale per la sopravvivenza delle attività.

Positività. L’esperienza che stiamo vivendo è nuova e allo stesso tempo impegnativa per ognuno di noi, ma si sa, è stato tante volte detto e la storia lo insegna, dopo la caduta c’è senza dubbio la rinascita. Il pessimismo cosmico che ci attanaglia nei momenti difficili è umano e comprensibile, ma è insidioso per la ricostruzione. Quindi, se le aziende saranno messe nelle condizioni giuste per ripartire, il futuro sarà certamente roseo se non si perderà di vista l’obiettivo finale: un nuovo rinascimento ci attende.

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