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LONG TERM CARE: PROSPETTIVE E CONSULENZA

Buongiorno Giuliana, qual è il tuo ruolo in UniCastelli?

Buongiorno, sono Giuliana Campanelli e in UniCastelli  rappresento, per la mia clientela, il punto di incontro tra le esigenze assicurative e quelle finanziarie. Oggi infatti le persone, le famiglie, hanno bisogno di servizi integrati, articolati, che tengano conto delle complesse e mutevoli condizioni della società e  della vita, in modo che sia loro  consentito di raggiungere la serenità offerta oggi  non soltanto da una buona situazione finanziaria, ma anche dagli strumenti che possono tutelare, garantire e proteggere il benessere raggiunto.

Parliamo di Long Term Care, una tematica essenziale e complessa nel nostro settore. Tu come ti approcci?

La situazione determinatasi a seguito della pandemia ha generato una forte sensazione di fragilità in molte persone che si sentivano garantite dalla loro attività professionale, causando difficoltà economiche impreviste e inimmaginabili. Questo ha evidenziato delle difficoltà strutturali del nostro sistema sociale: la popolazione invecchia sempre di più, la denatalità non garantisce il necessario ricambio generazionale, l’assistenza pubblica dimostra la sua inadeguatezza. Si rende necessario quindi un radicale cambio di prospettiva, le persone debbono pensare alla salvaguardia del loro benessere non solo in termini economici ma anche e soprattutto  attraverso il sostegno di adeguati strumenti assicurativi che vadano a sopperire alle difficoltà e agli imprevisti che purtroppo possono colpire ognuno di noi. La polizza Long Term Care risponde pienamente a queste esigenze e ritengo sia uno strumento importantissimo, sebbene attualmente poco conosciuto, per ottimizzare un piano di gestione assicurativo e finanziario.

Chi sono secondo te le persone che oggi dovrebbero assolutamente valutare una copertura LTC? E perché?

Come ho detto è una soluzione attualissima, che dovrebbe essere presa in considerazione da tutte le persone. Certo la ritengo indispensabile per tutti i soggetti che hanno redditi medio bassi, o per le famiglie monoreddito, il cui benessere legato ad un unico percettore le espone maggiormente al rischio di non autosufficienza. Immagina quale problema si determinerebbe a causa di un infortunio occorso all’unica persona che produce reddito. Analogo discorso si impone per persone che invece non hanno figli e non potranno quindi contare sul welfare famigliare o al contrario per figli con genitori anziani che potrebbero garantirsi un sostegno per l’assistenza degli stessi.

Cosa pensi degli scenari economici e sanitari delle famiglie italiane nel prossimo futuro?

Ritengo che, dopo questo lungo periodo di paralisi sociale, l’economia potrà gradualmente tornare a crescere, anche in modo significativo se le aspettative di normalizzazione sanitaria verranno confermate, specialmente nei settori del turismo e della socialità che, nelle limitazioni sofferte a causa della pandemia, hanno dimostrato la loro grande attrattività sulle persone essendo, tra le molte privazioni, le più penalizzanti. Parimenti, l’assoluta imprevedibilità della pandemia ha scosso molte “certezze” nelle persone riguardo la gestione e il controllo sul loro futuro: con la dimostrazione di fragilità e inadeguatezza dei consueti mezzi di garanzia utilizzati, saranno incoraggiate all’adozione di nuove misure volte a garantire, non solo  una maggiore copertura sanitaria, ma più in generale una migliore tutela dello stile di vita raggiunto. Si apriranno pertanto oggettive possibilità per i prodotti assicurativi e finanziari che rispondano a tali esigenze.

Grazie Giuliana.

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