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“Le PMI ai tempi del CoronaVirus – Il Decreto Cura Italia”

Nello scorso articolo abbiamo visto un quadro generale delle PiccoleMedieImprese, motore della nostra Economia.

A distanza di poco tempo, troviamo un cambiamento radicale della situazione.

Aziende che, fino all’inizio del 2020, avevano un fatturato del tutto rispettabile, ad oggi si trovano a mettere i dipendenti in cassa integrazione per sopperire alle spese. Si tratta di un vero e proprio shock economico per il nostro Paese e per la UE in generale.

In primo luogo, la Commissione Europea ritiene che la pandemia COVID-19 possa essere qualificata “evento inconsueto al di fuori del controllo del governo”, il che apre la possibilità di prevedere spese eccezionali per contenere il fenomeno, ad esempio nel settore sanitario, per misure di soccorso mirate, aiuti a imprese e lavoratori, mettendo a budget i primi 25 miliardi di Euro nel primo mese di contagio.

Nel dettaglio: per apportare un sollievo immediato alle PMI duramente colpite, il bilancio della UE metterà a disposizione gli strumenti esistenti per sostenere le imprese colpite con liquidità, integrando le misure adottate a livello Nazionale. Nelle prossime settimane 1 miliardo di EUR sarà riorientato dal bilancio dell’UE come garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti, per incentivare le banche a fornire liquidità a PMI e imprese a media capitalizzazione. Ciò aiuterà almeno 100.000 PMI europee e piccole imprese a media capitalizzazione con finanziamenti per circa 8 miliardi di euro.

La Commissione intende inoltre accelerare l’elaborazione della proposta legislativa relativa a un regime europeo di riassicurazione della disoccupazione volto a sostenere le politiche degli Stati membri.Inoltre, l’iniziativa di investimento, in risposta al coronavirus, faciliterà il ricorso al fondo sociale europeo, un fondo inteso a sostenere i lavoratori e l’assistenza sanitaria.

Per cercare di agevolare le PMI, nel Decreto Cura Italia, vediamo inoltre la sospensione delle rate dei Mutui  prima casa e dei finanziamenti.

Non possono inoltre essere revocati fino al 30 settembre 2020 i finanziamenti accordati a fronte di anticipi su crediti e le linee di credito accordate “sino a revoca”.

Per poter usufruire di questi benefici, gli amministratori di queste attività, dovranno auto-certificare una riduzione del fatturato pari almeno al 30% dello scorso anno, quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid-19.

Cosa non difficile da credere!

Attendiamo novità dal nostro governo, nel frattempo teniamoci aggiornati!

Lorenzo  Cruciani

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