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La mia macchina…tra amori e dispiaceri

Varcavo per la prima volta il cancello del concessionario con la mia nuova macchina, lucida e fiammante. Respiravo quel profumo di nuovo, tutto perfettamente intonato, brillante e pulito in ogni dettaglio, del mio gioiellino, costato tanti sacrifici, ma ben ripagati da questo momento unico ed emozionante. Mi sentivo come un bambino con il suo regalo in mano, nuovo di zecca ed appena scartato. Sembra più bello anche il traffico, le strade un po’ disconnesse, la segnaletica fatiscente e tutto il resto, tranne la tua macchina splendida e leggera come una piuma.

Il contrappasso però inizia quasi subito. Quando un teppistello ha la brillante idea di tagliarti la strade e per poco non lo centri con il muso immacolato. Sarebbero stati danni, sconsacrazione del mezzo e certamente scocciature da gestire. Non posso farmi sopraffare da certi pensieri, occorre essere meno pessimisti e lasciarsi trasportare dal piacere della guida. Arrivato all’altezza del ponte, mi distraggo un secondo e “ba”, un botto sordo, con tanto di contraccolpo alla schiena. Avevo appena preso in pieno con la gomma anteriore sinistra, una buca gigantesca. La macchina è nuova, nessun danno, ma psicologicamente avevo accusato di brutto. Arrivato in ufficio devo affacciarmi per salutare la mia piccolina, sono lì a rimirarla, quando un idiota “toc”, per scendere dalla sua auto urta leggermente il mio sportello anteriore. Il sangue di colpo cessa di circolare, il cuore sobbalza, il mio umore cambia. Maledetto! Guarda dove tiri quel tuo sportellaccio. Riprendo i sensi, mi calmo e torno a lavoro. Arriva il momento di verificare l’investimento fatto. Per sfizio vado a spulciare qualche sito dedicato, voglio gustarmi il mio affare. Altro sobbalzo, scopro che il mio gioiellino sul mercato vale già meno di quanto l’ho pagato pochi giorni prima. Solo perché è uscito dall’autosalone. Maledizione! Non voglio pensarci. Pago il bollo ed anche lì avrei preferito meno potenza al motore, così mi sono fatto del male da solo. Dove devo andare con così tanti cavalli? Penso. Comunque la frittata è fatta. Esco per tornare a casa dopo la lunga giornata di lavoro e le gambe mi cedono. Un colpo al mio cuore già sofferente. Trovo un bel bozzo sulla mia fidanzata a quattro ruote. Qualcuno, un diavolo sicuramente, ha osato offenderla. Tondo, preciso, brutto. Uno scherzetto che mi costa subito la mia polizza Kasko. Un appuntamento con un carrozziere, un passaggio da un amico per andare e poi tornare. 

Sono trascorsi pochi mesi dal quel giorno speciale, quando uscii dal cancello colmo di gioia, soddisfazione, sentivo piacere puro. Ho capito che certi piaceri sono fugaci, passeggeri, cinici e molto costosi. In breve tempo il mio regalo perfetto, si è trasformato in ansia, dispiacere e pagamenti. Forse avrei dovuto dare meno peso a questo desiderio. Forse sono sbagliato io, forse solo sfortunato, però ho dovuto imparare e pensarci di meno per sopravvivere. Altrimenti ogni giorno era una roulette con il destino e non poteva continuare così. Possedere una macchina è una gioia immensa, ma devi dosarla tanta gioia o ti ferisce. Forse devi volerle meno bene, per non soffrire poi. O forse, devi trovare il modo di scansare così tanti brutti pensieri.

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