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Intervista al direttore commerciale di UniAB

intervista scagnoli uniab

Buongiorno Stefano, come sta? Lei è titolare e socio di UniCastelli, Agenzia Generale del Gruppo Unipolsai, nonché Direttore Commerciale della nuova unit interna UniAB. La vostra realtà vanta un background invidiabile, con più di 10.000 clienti, 50 risorse inserite in struttura e 9 sedi. Siete storicamente legati al Gruppo Unipol, perché?

Ho scelto il Gruppo Unipol nel 2009 e da allora ho potuto constatare la serietà della Compagnia attraverso le persone che, nei dieci anni trascorsi, mi hanno supportato sin dall’inizio. Nel 2013, con i miei soci Agenti Generali, Sonia Teresa Vitali,Domenico Della Morte, oggi in quiescenza e Pietro D’Ambrosi, abbiamo deciso di intraprendere un percorso comune confermando la centralità di Unipolsai, dando vita a UniCastelli. In questi anni la Compagnia ci ha dimostrato di avere uno stile proprio, con una connotazione fortemente orientata all’ innovazione e alla tecnologia e con una capacità del management di anticipare i cambiamenti di mercato, lasciando al centro l’attenzione per la persona.

Torniamo a UniAB. Di cosa stiamo parlando? Che cos’è e perché creare una nuova struttura commerciale?

Come detto in precedenza, abbiamo una struttura importante che può vantare 50 risorse di cui 11 dipendenti. Da un confronto con i miei soci, è nata l’intuizione che, per quanto già rilevante come struttura, con persone di valore e professionalità consolidate, era giunto il momento di implementare la capacità commerciale della nostra rete. La crescita attesa si intende non solo numerica, ma qualitativa. UniAB è un nuovo stile d’impresa, perché unisce mansioni e obiettivi ben oltre la mera attività di vendita.

Qual è la visione del progetto a medio lungo termine?

Vogliamo trasformare le sub agenzie, ruolo centrale della distribuzione territoriale, in Uffici commerciali che lavorino in sinergia con ruoli specialistici della struttura, in grado di pianificare attività sia produttive che di brand proposition. L’obiettivo nel medio termine è quello di inserire dieci subagenzie tradizionali di medie dimensioni e trasformarle in altrettanti Uffici commerciali; costruire delle carriere professionalizzate di specialisti retail, assicurativi e bancari digitalizzati, con competenze trasversali e dare visibilità a UniAB come brand, attraverso un proprio modus operandi ben riconoscibile.

Quali elementi innovativi porta UniAB nel mondo dell’intermediazione?

Il nostro progetto mette in evidenza, come elementi innovativi, tre pilastri distributivi sui quali poggia l’attività di sviluppo: mercato di base, mercato mediatico e clienti d’agenzia. Ogni “specialist” gestisce le proprie attività in remoto da tablet, in completa autonomia, ma con un modello di proposizione del brand molto strutturato; si avvale, inoltre, di una Academy destinata alla formazione su quattro aree tematiche distinte; è incentivato economicamente a proporre una relazione costante ed esperienziale con l’utente attraverso un contenitore web denominato “fabbrica contenuti”. La strategia si basa altresì su un lavoro sinergico tra specialist, Ufficio commerciale e management di UniAB.

Che caratteristiche deve avere un intermediario per entrare in UniAB?

Le caratteristiche possono essere diverse e in funzione del ruolo ricoperto. Tutte le figure sono accomunate da forte volontà innovativa, autonomia e dinamismo e orientate alla comunicazione social. Non c’è spazio per chi crede si possa ancora svolgere l’attività d’intermediazione come negli ultimi 20 anni.

Che ruolo ha e cosa vuole rappresentare la fabbrica contenuti?

La fabbrica contenuti è un contenitore web dedicato all’informazione e alla community UniAB. Si avvale di diversi format: content marketing, partners esterni influenti, modalità di accesso multitasking. A cosa serve? Secondo la nostra idea di connessione, il cliente ha un crescente bisogno di relazionarsi e vivere un brand se funzionale alle proprie esigenze, oltre il mero servizio. Diversi saranno gli spazi dedicati agli aspetti esperienziali nel brand, quali: rubriche, interviste, forum, video, gruppi di discussione, ecc., legati a tematiche e stili di vita dei target interessati. Ogni specialist legherà la propria mission a un piano editoriale a lui affine.

Il personale all’interno del vostro brand in che ambiente di lavoro convive? In pratica, l’Habitat qual è?

Viste le prerogative di questo progetto, dove le persone e i processi sono uniti da un lavoro armonico, l’ambiente è aperto alle collaborazioni attive e a momenti creativi: ogni persona è una risorsa preziosa per il successo del progetto stesso. Certamente dobbiamo migliorare giorno dopo giorno e crescere tutti. Siamo una start up e non vogliamo replicare qualcosa che già esiste.

La tecnologia che ruolo riveste nei vari processi e nel modello d’impresa UniAB?

Come già detto in precedenza, lo strumento digitale da noi fornito è efficientato da una serie di processi operativi che mirano all’autonomia dello specialist e all’ottimizzazione delle sub strutture collegate a esso. Per rafforzare il concetto e far capire la centralità dell’argomento, dedichiamo ben 21 ore di formazione specifica nell’Academy proprio alla business intelligence e ai processi.

Diamoci un appuntamento per un primo check di UniAB. Mi dà una data da fissare in agenda?

Le posso dire il 20 gennaio 2020. In quella data potremo già fare una prima analisi del quadrimestre e verificare se siamo in linea con il piano industriale.

Perfetto Stefano. Grazie dell’intervista, ci aggiorniamo a Gennaio 2020. Buon lavoro!

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