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Il proprio stile abitativo e come tutelarlo

Nel 2019 è stata condotta una ricerca su 8.000 proprietari di immobili, in Italia ed altri paesi europei. Nello specifico ha interessato immobili ad uso abitativo da parte di un’importante società di consulenza di fama mondiale. Il 73% degli intervistati ha risposto di considerare molto valide le coperture assicurative di tutela per la vita di una famiglia all’interno delle mura domestiche. 

Tra i millennials sono risultate determinanti come priorità di scelta le soluzioni legate a concetti di “customer journey”. Nello specifico i fattori principali sono, velocità, digitalizzazione e personalizzazione dell’offerta. Il 36% di questo target, mette al primo posto la tutela della propria abitazione. Altra indagine condotta nel 2020 da (Altroconsumo) ha rilevato che il 50% delle abitazioni non sono coperte da forme di tutela assicurativa. Di quelle assicurate invece, una su cinque gode della sola polizza incendio perché obbligatoria a vantaggio del creditore emittente il mutuo. Solo il 3% nella stessa indagine ha sottoscritto una copertura contro le calamità naturali. Parliamo dunque di un cluster sotto assicurato.

Stiamo parlando di una popolazione in cui 89% dei danni provocati all’interno di un condominio sono causati da un animale domestico. Altro cluster sotto assicurato nonostante il focus normativo. Dunque c’è un problema di “comunicazione” e disinformazione. 

La provvidenza evidentemente continua ad essere la migliore tra i rimedi o le tutele considerate dagli italiani. Battute a parte, parliamo di “danni patrimoniali” che possono drasticamente modificare lo stile di vita di una famiglia. Le nuove generazioni sembrano essere più sensibili, ma troppo poco viene fatto per limitare tali esposizioni al rischio. Mancano i numeri. 

Cosa fa veramente la differenza sul mercato? 

Sicuramente il dialogo e l’accesso a contenuti efficaci con i target. L’utilizzo di strategie di interconnessione tra consulente e potenziale cliente. La parola d’ordine è “facilitare”. 

In UniCastelli per esempio è iniziata la campagna “stile abitativo” nel 2021. A cosa serve? Si tratta di un questionario proposto a tutti i clienti under 50 gestito da figure specialistiche, i quali propongono mediante intervista alcune domande sullo stile di vita condotto dall’intervistato all’interno della propria abitazione. Lo scopo è mappare il concreto stile abitativo e far emergere i reali rischi percepiti e meno percepiti. Questa modalità comporta diversi vantaggi per il cliente. In primis, personalizza  l’offerta partendo dai comportamenti e non più dalle sole garanzie percepite. Poi, massimizza il costo rispetto alle proprie esigenze. Infine, aumenta le conoscenze e dunque la cultura in tema “assicurazioni” da parte dell’assicurato. Per saperne di più basta visitare i canali social o sito web www.unicastelli.it oppure contattare tramite email info@unicastelli.it 

Un modello di consulenza più connettivo. Con il tempo le persone avranno maggiore consapevolezza e strumenti adatti, per migliorare l’approccio alla propria tutela. Sono le “buone pratiche” le ricette a cui dobbiamo ispirarci per migliorare i nostri stili di vita.

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