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Decidere è difficile soprattutto se ti cambia la vita

Ogni volta che devo prendere una decisione importante ho una web tv in testa e mi si aprono innumerevoli  immagini. Inizia il frullatore dei se e dei ma, molto spesso accelerati a tal punto da fare un minestrone. La confusione genera un blocco. Questo capita a me, però non sono il solo. Ci sono decisioni più importanti di altre e cambiano il corso della vita. Allora perché preferiamo non prendere decisioni? Quelli bravi parlano di neuro scienza applicata in questi casi. Le decisioni quando generano un cambiamento, necessariamente sono motivo di stress. È naturale dunque, procrastinare o delegare a terzi, un trauma psico fisico e non assumersi alcuna responsabilità. Fattori di blocco vengono definiti. Elementi oggettivi presenti ed influenti nei comportamenti.

Data la spiegazione dotta, procediamo a un livello più pratico. La quotidianità assorbe le vite di tutti noi. Non siamo tutti bravi a programmare ed investire nel medio lungo termine. Spesso siamo fatalisti. Anche perché diciamocelo, non possiamo prevedere tutto, siamo essere umani. Una bolletta in scadenza o la macchina da riparare, sono “fattori” più incisivi nel quotidiano rispetto a cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro. Sono tangibili. Presenti. Incidono pesantemente nella decisioni. C’è anche un budget da tenere d’occhio. Non viviamo di risorse economiche illimitate ed ogni mese cerchiamo di far quadrare i conti.

Dove sta però la falla? La spiegazione è presto detta. CI sono eventi nelle nostre vite, talmente invasivi, che prevederli non solo è difficile, quasi sempre sono imprevedibili e determinanti. Un esempio? Eccolo. Immaginiamo un terremoto, oppure un’operazione di alta chirurgia. Sono cose lontane anni luce dalla quotidianità? No, fanno parte del Mondo circostante. Sono anche questi “fattori” che possono in pochi istanti, azzerare sacrifici di intere generazioni. Parlo economicamente e psicologicamente. Sono immediati e invasivi. Se il risparmio medio di una famiglia italiana si aggira intorno ai 15.000 30.000 euro immobilizzati su un conto corrente, sono in confronto a tali fattori praticamente inconsistenti. Quindi i risparmi di una vita possono volatilizzarsi in pochi istanti e non bastare in certi casi. Questi sono fatti purtroppo.

Allora prendere decisioni importanti, dipende da uno “spirito umano” che imponiamo a noi stessi.

 È una responsabilità che sentiamo di avere ed ha una priorità su tutto il resto o quasi. Non è una atto discriminatorio, è un atto d’amore e rispetto per chi è importante nelle nostre vite. Lasciare a un figlio i problemi di un padre è qualcosa che ferisce l’orgoglio e l’animo umano. Le prossime generazioni avranno molti più di oggi, familiari a carico da curare e sostenere economicamente. Sta avvenendo un passaggio generazionale ed è molto preoccupante. Si lavora in pochi, con meno contributi versati, minore liquidità e una longevità media avanzata, rispetto a una generazione precedente. Ci sono più anziani e meno giovani. 

Sono tutti fattori che oggi valgono un atto di responsabilità. Ogni persona dovrebbe fermarsi un istante e proiettare la sua esistenza in funzione di queste decisioni. Si possono pianificare comunque ed incidere il giusto nella quotidianità. 

Esattamente come si prepara un percorso di studi. Passaggio dopo passaggio, informazione, decisioni e fatti concreti. Così si cresce e si protegge il futuro.

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