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Come comunicare correttamente il Welfare Aziendale ?

Il Primo Rapporto Eudaimon-Censis sul Welfare Aziendale in Italia del 2018, ha fatto emergere che i lavoratori non sembrano conoscere adeguatamente le opportunità legate al Welfare Aziendale. Solo il 18% circa degli intervistati ha dichiarato di averne una buona conoscenza, il 58% lo conosce per grandi linee, mentre il 24% non sa che cosa sia. La percentuale di lavoratori che risponde “non so” sale fra coloro con basso titolo di studio; basso reddito familiare; fra le famiglie monogenitoriali; fra chi ha mansioni esecutive (operaio, bidello, commesso); fra le donne; le famiglie con persone non autosufficienti; gli occupati residenti nel Mezzogiorno.

Paradossalmente però perché sempre più aziende di ogni dimensione investono in iniziative di Welfare destinate ai loro dipendenti? A spingere verso il miglioramento dei benefit e degli incentivi è soprattutto il desiderio di aumentare la produttività e di incrementare il business.

La possibilità che queste azioni risultino efficaci non è però legata solo all’offerta di servizi e di vantaggi concreti, ma anche alla capacità di comunicare con i propri dipendenti.

Proprio a causa di questo forte gap di conoscenza sul fenomeno che, secondo il rapporto, diviene essenziale attivare un piano di comunicazione (anche digitale) efficace, che permetta a tutti i potenziali beneficiari di conoscere il paniere di servizi e prestazioni messi a disposizione dall’azienda. Un’adeguata conoscenza del Welfare Aziendale può infatti impattare fortemente anche sull’engagement dei dipendenti.

Se i collaboratori infatti non sanno nulla delle iniziative che li riguardano, ogni investimento in Welfare è praticamente inutile. Senza dimenticare che, anche quando sono informati, spesso tendono a sottovalutare ciò che è proposto loro.

Il raccontare bene le cose dunque è importante perché aumenta il valore percepito dell’offerta Welfare e di conseguenza fa crescere la soddisfazione di chi la riceve.

Qual è il modo giusto di comunicare il Welfare? Il metodo migliore per farlo dipende dal carattere e dalle dimensioni dell’azienda: i mezzi tecnici sono quasi infiniti, dalle riunioni fino a intranet, dalle bacheche alla gamification, dai video aziendali fino a presentazioni dirette dei dirigenti aziendali ai collaboratori. Ma una buona comunicazione non può esimersi di utilizzare anche i moderni mezzi del digitale (e ovviamente attraverso una studiata strategia di Marketing Digitale) quali social media e sito web ottimizzato.

Esiste un momento giusto per comunicare il Welfare? Bisogna reiterare il messaggio, renderlo facilmente fruibile, ma soprattutto comunicarlo al momento giusto (quello dell’assunzione è forse il momento principale). Un piano Welfare ben comunicato contribuisce non poco alla reputazione di un’azienda, grande o piccola che sia, perché quando tutti i collaboratori si sentono parte di uno stesso progetto sono i primi a parlare positivamente del posto dove lavorano e a trasferire i valori positivi ai clienti.

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