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Cambia la comunicazione, come le persone

Cambia la storia, le specie animali, la flora e la fauna, le mode e sicuramente il modo di comunicare. La lingua parlata, i gesti, i mezzi d’interazione, evolvono ed incarnano chi siamo divenuti nel tempo. La linguista Patrizia Manili si sofferma nel linguaggio giovanile, il quale ha fortemente contribuito alla formazione del cosiddetto “italiano neostandard”. Dagli anni ottanta in poi, fino alle chat e le stories attuali. Tutto parte dalla televisione ed i fenomeni mediatici, con gli slang dei cantanti pop, le gang dei quartieri malfamati, il gergo militaresco e la gestualità dei personaggi cult.

Siamo arrivati alla tastiera dei pc prima e dei telefonini poi, con la scrittura abbreviata, dove “perché” è diventato “xchè e xè”. L’era dei neologismi giovanili, di cui il più famoso probabilmente è”scialla”. Fenomeno mediatico nato con il film di Francesco Bruni omonimo e del romanzo del 2011. Vera Gheno, manager di Twitter, spiega della forte necessità di trovare un significato a un comportamento. 

Una parola che sia “significante”.

I modi di dire che raccontano un’esperienza dunque. Dire “ti lovvo” un altro significante molto in uso tra i giovani. Nel mondo e.commerce per esempio gli adolescenti parlano di”shoppare” per giustificare un’azione o la volontà di acquistare un prodotto online. Poi ci sono i termini “modificati” nel suo significato o comunque spogliati della sua accezione etimologica. Clamoroso è”ti amo o amore mio”. Una parola universalmente riconosciuta tra le più profonde e pregne di significato, oggi ridotta a mero saluto d’interlocuzione. 

Sono cambiati anche i processi di comunicazione. Il racconto per esempio è diventato una “storia filmografica” che accompagna l’evoluzione di un pensiero o la vita stessa dell’utente. I personaggi sono parte integrante della forma mentis di una persona. Incarnano i valori di uno stile di vita o di essere. Le community determinano la forza o la veridicità di un contenuto. Gli Influser sono dei veri guru per queste realtà. Non dovremo stupirci se tra poco tempo parleremo di “spoilerare” come forma di reato perseguibile dalla legge. Anche i livelli di comunicazione sono cambiati.Attraverso i social oggi, si comunica senza filtri. Non stiamo parlando di quelli utilizzati per modificare o alterare le immagini, bensì di interazioni. Sui social è possibile confrontarsi direttamente con personaggi delle istituzioni, vip, scienziati o delinquenti. Non esistono i formalismi, poca attenzione alle offese personali, alla crudeltà, perché si deve centrare subito il cuore dell’interlocuzione. 

Stessa logica anche nelle strategie di comunicazione commerciale. I messaggi sono sempre molto diretti, accompagnati da immagini emblematiche, suoni evocativi. Sono una presenza costante nella quotidianità dell’utente. L’instantaneità è il dominus, Il fattore tempo,parametro determinante, che pesa il ritorno economico di una strategia di comunicazione. Il modo di comunicare è la fotografia di una società. Se tagliamo le parole per esprimerci, così saltiamo i convenevoli per socializzare, mangiamo più velocemente e compriamo le cose anziché aggiustarle.

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