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INTERVISTA A CLAUDIO SCARAMELLI – DIRETTORE GENERALE SIXTEMA SPA

Buongiorno a Claudio Scaramelli, si presenti ai nostri lettori, per favore

Sono Claudio Scaramelli, Direttore Generale di Sixtema da aprile 2017, cinquantenne, sposato e padre di due ragazze, appassionato di running e ciclismo.

Sixtema Spa, controllata da Infocert Spa (Gruppo Tinexta), principale Certification Authority a livello europeo, si occupa di soluzioni gestionali e di consulenza al mondo delle PMI e alle aziende del settore agroalimentare.

Cosa sta accadendo nel mercato di riferimento?

Nei nostri mercati stanno cambiando le esigenze. Una nuova consapevolezza si affaccia sulla scena e determina una variazione di servizi e soluzioni che ci vengono richiesti. Dalle iniziali domande di maggiore connettività, come normale reazione al mutamento imposto dall’emergenza, stanno emergendo nuovi scenari che hanno a che fare con la trasformazione digitale. Quello che in sostanza sta accadendo è che la crescita dell’incertezza e dei timori per il futuro inizia a tramutarsi anche nella consapevolezza di dover evolvere le proprie metodologie di lavoro. Si è aperto un fronte, quello del lavoro agile, che se ben canalizzato e assunto come fattore culturale nei processi organizzativi, può essere uno strumento importante per ripartire. Il solo smart working però non basta, non possiamo ignorare che le Pmi stanno vivendo criticità molto forti, una situazione che ci consegna una responsabilità maggiore, ovvero fornire nuove soluzioni e accompagnare le aziende e sostenerle con percorsi efficaci e in grado di generare nuove opportunità di business.

Il lavoro da remoto impone alle imprese l’obbligo di ricalibrare la propria capacità di azione a seguito di fasi critiche, ovvero come declinare nuovi standard nei processi aziendali e poter costruire una “nuova normalità”. Pensiamo al valore legale dei documenti che in questo periodo sono stati scambiati con strumenti ordinari e non qualificati, o alla possibilità di dematerializzare la struttura documentale della propria attività in modo da renderla raggiungibile anche a distanza e poter mantenere così la piena operatività. Questi aspetti non possono che diventare asset strutturali nel modo di fare impresa del post coronavirus. Molte delle criticità che si palesano per le aziende è dovuta anche a un basso tasso di digitalizzazione dei processi di lavoro e alla mancanza di previsione di investimenti in questa direzione. È qui che dobbiamo investire, come sistema Paese e come singole realtà produttive.

Qual è la rivoluzione, piccola o grande, personale per il post corona?

Adattarsi alle nuove sfide che la realtà ci ha imposto, sia come singoli individui, che come azienda.
L’orizzonte del post corona lo abbiamo tradotto in digitalizzazione, certificazione e organizzazione. Queste le 3 linee guida con cui Sixtema è rimasta vicina ai propri clienti per affrontare l’emergenza Covid-19 e che saranno i pilastri della nostra azione da domani. La nostra sfida sarà quella di proporre per ogni linea guida soluzioni utili a mettere in efficienza i processi produttivi dando la possibilità alle imprese di attuare una piena trasformazione digitale.

Stiamo anche investendo su un tema centrale per il domani che è l’Agrifood certificato. L’emergenza che stiamo vivendo ci pone di fronte alla necessità di un salto digitale nel settore, quindi abbiamo pensato a una piattaforma in grado di digitalizzare procedure e fasi di lavorazione, certificarne i processi a valore legale e conferire sicurezza e valore aggiunto alle informazioni sui  prodotti di questo settore strategico per il Paese.

Grazie.

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