brand uniab

Acquistare un servizio è questione principalmente di credibilità e riconoscimento.

Non lo diciamo noi di UniAB o un sondaggio qualunque.

È il mercato dei brands, grandi o piccoli di tutti i settori. Il nuovo cliente, se vogliamo possiamo anche definirlo ancora millennials, desidera condividere e convivere dentro un marchio.

Qualcosa di simile a un “orto condominiale” dove il campo da lavorare e i prodotti di base sono predefiniti, ma tutto il risultato e i momenti di lavorazione sono di tutti. Compartecipazione è la parola chiave.

In UniAB vogliamo esattamente questo.

Rendere partecipe l’utente, trasformarlo in cliente attivo e mettergli a disposizione tanti momenti esperienziali.

Nel modello proposto, dal contatto personalizzato con uno specialista “specialist” esperto consulente di servizi assicurativi e bancari, a una serie di canali interattivi social, preposti alla comunicazione di informazioni legate allo “stile di vita” dell’utente, passando per il “magazine” UniABmagazine ricco di format dedicati e iniziative d’approfondimento e condivisione anche con partners influenti esterni al brand.

Infine, per arrivare al territorio, con le sue peculiarità, dove “l’ufficio commerciale” esce dal classico schema della “saracinesca” in attesa che la porta si apra, per dare vita una serie di appuntamenti con la comunità locale e il tessuto imprenditoriale, con il preciso scopo di diffondere cultura e unire esperienze. Intermediare per noi, vuol dire farsi portatore di opportunità e facilitare l’accesso a un modo sano ed efficiente di vivere attivamente l’habitat di cui siamo convettori.

Il cliente viene chiamato a corrispondere e relazionarsi in più momenti e con diversi livelli d’accessibilità a strumenti e informazioni. Ricreiamo gli spazi abitativi tipici del brand moderno, con una community che può confrontarsi e intervenire in diverse fasi di proposta.

Lo specialist stesso, ha compiti legati alla comunicazione, svincolati dalla vendita, coerenti con un marketing liquido e connettivo. La triangolazione tra mondo virtuale, territorio e brand è coerente e tridimensionale.

Il mondo dei social network sono vissuti come uno dei canali importanti da sviluppare.

Con un modello editoriale per nulla autoreferienziale, gli account periodicamente fanno attività d’informazione.

Applicano una strategia di “permission marketing” finalizzata a clusterizzare il rapporto con i followers e traghettare altri momenti d’approfondimento su chat private e iniziative di settore.

Mercato liquido

Il valore dell’informazione è data da un parco di collaborazioni influenti, con professionisti esperti di altri ambiti, quali per esempio; il marketing sanitario, l’informatica, l’automotive, la contabilità, la giurisprudenza, l’edilizia, ecc… l’utilizzo dei contenuti non è finalizzato al solo scopo di erogare, bensì incentivare il “buzz” con l’utente e costruire comunità di pensiero.

Il social network non deve essere per noi una bancarella, omologata alle fonti tradizionali e il linguaggio tipico di chi fa marketing di sola proposta. La tipicità del nostro marketing è tipicamente esperienziale. Con accesso libero su diversi livelli, a beneficio di tutti.

Un convettore organico, con uno stile proprio, che vuole realmente creare consapevolezza e appartenenza.

Sul territorio vogliamo generare cultura assicurativa e bancaria, facilitando l’accesso a informazioni e opportunità per chi produce reddito ed è un perno nella comunità in cui vive.

Ogni cittadino in UniAB, trova un contenitore di professionalità e momenti interattivi, oltre l’acquisto di un servizio, accessibile e funzionale alla propria vita. Un riferimento aggregativo e influente. Un facilitatore accessibile, garante di notizie, strumenti, servizi e feedback.

Parliamo di accesso a ciò che riguarda; la propria abitazione, i mezzi con cui ci trasferiamo, il welfare, il commercio, il risparmio e la salute. Usciamo da l’ufficio classico e diventiamo piazza, probabilmente “agorà” come un tempo, dove si scambiavano opinioni ed esperienze, si trovavano soluzioni e se possibile si alimentava l’economia locale.

Secondo noi il territorio, le comunità vanno valorizzate e non omologate a un modo piramidale di proporre da l’alto la sola offerta di prodotto o prestazione. Un modo lodevole secondo noi di “essere professionista” è farsi riconoscere come un modo unico di “fare impresa”.

Panel decisionale UniAB

Questo è la visione con la quale ci proponiamo come brand. Parliamo quindi di consulenza personalizzata, rubriche condivise, interviste a personaggi influenti, newsletter, forum, meeting, laboratori per l’impresa, presentazioni di start up, incontri con professionisti, eventi, “form” interattivi d’approfondimento, sondaggi e perché no, momenti anche ludici. Il nostro invito è di entrare nel nostro Mondo nella modalità che si vuole.

Liberamente.

Con il tempo conoscersi.

Sentirsi liberi di prestare il proprio contributo e crescere con noi. Il professionista stesso del mercato, nel modello UniAB, trova una casa e uno stile, capaci di affrontare il futuro con la giusta dose di adrenalina, risorse e pilastri solidi su cui poggiare il proprio mestiere.

In pratica siamo UniAB, uno stile e un brand e lasciateci dire: “Non sono tutti uguali i progetti”.